WEB&DEM

Per il PD, per una democrazia e una economia della conoscenza 

Nati dentro l’idea di progresso e di sviluppo, cresciuti con la Rete, noi WEB&DEM - Democratici con la passione per l’innovazione - vogliamo che oggi il nostro Paese voglia e sappia cogliere le opportunità offerte dai cambiamenti epocali di questo inizio di millennio, accogliendo con entusiasmo gli scenari globali creati da tecnologie e competizione.

 

Per fare cosa? Per dare più spazio all’espressione delle idee e della creatività, e per sviluppare una felicità generale, liberatoria, per sostenere la capacità complessiva di innovazione del nostro Paese e partecipare una più equilibrata e sostenibile crescita globale.

Non un utopia ma l’unica, indispensabile leva che oggi può assicurare a una civiltà come la nostra, livelli sostenibili di benessere,  di coesione sociale, di pace e prosperità.

 

La rivoluzione tecnologica dell’informazione e della conoscenza esplosa negli anni ’90, sta vivendo oggi una nuova primavera con le nuove generazioni del web, con la messa in rete di progetti, idee, attività, modelli culturali e sociali mai visti e molto innovativi che stanno alla base di una economia  immateriale universale in grande sviluppo. E destinati a cambiare il nostro rapporto con media e contenuti.

È la spinta creatrice della partecipazione diretta, la democrazia che incontra la tecnologia. E’ l’imperativo di valorizzare merito e competenza. E’ la necessita di cooperare per essere competitivi.

 

Innovazione come prodotto di conoscenza e sapere, obbligo di accesso per tutte le classi sociali, riconoscimento di talenti e capacità sono i pilastri di una democrazia forte e di un benessere diffuso. Il mezzo per raggiungere un‘economia virtuosa e di pregio, per una elevata qualità di vita.

 

Scommettere sull’innovazione è una scelta fondamentale oltre che necessaria. Comporta il senso di essere di nuovo, ogni giorno, una Comunità, condividendo valori e regole democratiche, partecipando e cooperando. Un circolo virtuoso che garantisce e alimenta crescita sociale ed economica, sviluppo armonico e sostenibile e soprattutto felicità e soddisfazione personale di una estesa comunità di individui.

 

È, in un certo senso, una scelta che mira a stravolgere lo “status quo”.

È il riconoscimento di un movimento che è estraneo all’ establishment, che deve  scompaginare l’ “ancien regime” del potere politico, sociale ed economico cristallizzato  e e desueto, che allarga le opportunità a tutti, che accoglie, che pone la conoscenza come fattore di rottura di schemi ormai inaccettabili. Nulla di particolarmente sovversivo se è, ancora oggi, il più kennediano dei sogni.

 

Tutto questo è solo un sogno per l’Italia? Sembrerebbe proprio di sì. Troppe energie non riescono a dispiegarsi perché imbrigliate. Troppe potenzialità non riescono manifestarsi e restano latenti. Troppo scarse ci sembrano le opportunità concesse alle intelligenze, ai  talenti, agli innovatori. Troppe coscienze frustrate e sedate da una gerontocrazie e oligarchie, soprattutto tra le generazioni più giovani.

 

E’ il conformismo il vero nemico dell’innovazione e va sconfitto in ogni modo.

 

Se il Partito Democratico vorrà davvero costituire la grande innovazione della Politica Italiana dovrà puntare a ribaltare radicalmente questo stato di cose.

 

L’ultimo premio Nobel per l’Economia, Edmund Phelps, in un recente, bellissimo lavoro, mettendo in evidenza gli ingredienti di base che danno anima e spessore alle economie più dinamiche,  riesce a ad arrivare a una sintesi che ben si attaglia alla dimensione di una politica che sappia innovare:

 

  • favorire la crescita del capitale umano e la diffusione democratica della conoscenza all’interno del sistema e del Paese;

 

  • offrire opportunità e spazi per affermarsi a idee e progetti imprenditoriali emergenti “dal basso” con core business innovativi e ad elevato contenuto di tecnologia e conoscenza;

 

  • difendere la capacità di selezionare le idee, attraverso meccanismi istituzionali “di mercato” (Imprese, Contratti, Mercati Finanziari, Centri di Ricerca, Agenzie Pubbliche) e strumenti “ad hoc”, per assicurare loro il supporto finanziario necessario e incentivi economici adeguati ad istituire un sistema meritocratico di retribuzione.

 

Un programma per l’innovazione del Partito Democratico non potrà non prendere in considerazione i nostri sogni più concreti.  Oggi tutto questo  sembra difficile e prevalgono gli elementi di scontro, le incomprensioni e le incertezze.

 

Eppure, ciò che cresce in tutti noi è oggi una sensazione intensa di libertà e di movimento, la sensazione di una nuova capacità individuale e collettiva di voltare pagina e di realizzare un progetto. Ciò che conta sono il percorso e la destinazione, non da dove vieni. Non si appartiene a un luogo, ma lo si attraversa per raggiungere un obiettivo, per inseguire un sogno, individuale e collettivo.

 

Per questo, noi WEB&DEM pensiamo che sia necessario liberare energia e risorse, e decidere seriamente quale ruolo vuole occupare questo Paese. E in quale modo intende inseguire la felicità e il benesseredell’umanità.

 

Per arrivare a questo abbiamo bisogno di  partecipare e di raccontare, di cooperare e di condividere.

Un grande Racconto corale insieme le migliaia di sogni, di competenze, di talento che rappresentano il DNA e la biodiversità di un Paese unico ma aperto a tutti. Dobbiamo mettere le nostre idee e le nostre visioni su tanti tavoli senza preclusioni e provare a farle circolare con animo libero e aperto. Ognuno porti quel che sa o quel che fa. E che il viaggio cominci.

 

 

 

MANIFESTINNO.

UN MANIFESTO PER L’INNOVAZIONE.

 

1) Conoscenza come capitale intellettuale, modello mentale, come pratica, come valore di mercato.

Mentre noi, cercatori di tesori terrestri, procacciatori e accumulatori d’oro, siamo padroni di noi stessi, coerenti, armoniosi, fino all’ultimo istante (E.L.Masters)

 

2) Diffusione di una cultura della visione e della condivisione.

Noi che vogliamo essere allievi di tutti, maestri di tutti. E di tutti amanti (W.Whitman)

 

 

3) Sapere come confronto e accettazione. Sempre.

Scienza, sapienza, carità: la Verità è tutto (A.Olivetti)

 

 

4)Rispetto dei lavori creativi e innovativi nella loro accezione più ampia.

Tutte le grandi verità all’inizio sono delle bestemmie (G.B. Shaw)

 

5)Difesa delle individualità , dei talenti, delle biodiversità.

Ogni tanto una figura umana isolata conferisce l’unico tocco verticale a un mondo inesorabilmente orizzontale (J.Raban)

 

6) Riconoscimento del valore del progetto a monte della catena del valore produttivo.

Quelli che creano sono duri di cuore (F.Nietzsche)

 

7) Risorse condivise per mercati aperti.

Le migliori idee sono proprietà di tutti (Seneca)

 

8) Potenziamento delle capacità tecnologiche e  della didattica scientifica a tutti i livelli.

La fuga dalla tecnologia e l’odio nei suoi confronti portano inevitabilmente alla sconfitta

(R.M.Pirsig)

 

9) Valorizzazione delle idee fin dal loro concepimento.

Non abbiamo più inizi, incipit. I nostri riflessi sono orientati verso il pomeriggio e il tramonto. (G.Steiner)

 

10) L’innovazione è sempre il frutto di un sistema complesso e regolato. Mai dell’improvvisazione.

Ci sono cattivi esploratori che quando non vedono che mare pensano che non ci siano terre (F.Bacon)

 

 

 

 

 

 
mariocitelli@hotmail.com